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La stagione 2011/12 del Cineforum (la 26^!) parte, come avete visto, in
ritardo rispetto al consueto avvio di metà novembre, e penso anche che
sappiate i motivi.
E’ stato a lungo incerto addirittura se la stagione potesse decollare.
E anche di questo, immagino conosciate i motivi: l’aumento che ci è
stato richiesto in prima battuta dalla Direzione del Cinema Corso per
l’affitto sala e il noleggio pellicole era assolutamente superiore al
budget che l’Associazione, bilancio alla mano, potesse consentirsi.
Va detto che il bilancio 2010/11 ha visto un sostanziale pareggio solo
in virtù di un contributo della Fondazione Comunitaria del VCO e
dell’abolizione delle serate di approfondimento filmico e dei film
offerti agli alunni delle scuole elementari; certamente positivo è stato
il recupero che si è avuto rispetto alla disastrosa stagione 2009/10 (+
12,5% di tessere intere, + 34% di tessere ridotte studenti, - 11%
tessere a 5 film), ma certo non tale da poter consentire
all’Associazione di sostenere l’aumento richiesto. Se abbiamo deciso di
“rischiare” di fare la stagione, è stato solo in considerazione delle
molte richieste (pervenute all’Associazione e al Sindaco) affinchè
questa iniziativa culturale che, riteniamo, abbia dato lustro alla città
di Domodossola e a tutta l’Ossola (ricordiamo che il 44% dei nostri soci
non è di Domodossola), potesse non morire.
Ci ha naturalmente confortato la condivisione del problema da parte del
Sindaco Mariano Cattrini, che ha seguito con attenzione e partecipazione
tutta la vicenda e che ci ha garantito un contributo economico da parte
dell’Amministrazione Comunale.
Veniamo ora a qualche cenno sulla stagione che andiamo ad inaugurare
giovedì 1 dicembre.
Anche quest’anno la presenza maggioritaria è del cinema statunitense con
6 pellicole, seguito dal cinema nazionale e da quello inglese entrambi
con 5, poi un film ciascuno per Francia, Danimarca, Canada ed Iran. Tra
le pellicole americane, vorremmo menzionare: il film che inaugura la
stagione, “The social network” che ci racconta la nuova versione del
Sogno Americano attraverso la storia dell’inventore di Facebook, “Hereafter”,
ultimo piccolo capolavoro del grande Clint Eastwood che, affronta in
modo ammirabile, mai pedante o coercitivo, un tema tanto ostico e
fondamentale come la morte, e “Il Grinta”, la prima volta dei mitici
fratelli Coen a confronto con il western classico (è degli anni 60
l’omonimo film con John Wayne) rivisitato però con una fervida autonomia
creativa.
Notevole, qualitativamente e quantitativamente, la presenza britannica:
“Il discorso del re”, che ci racconta la storia di Re Giorgio VI
d’Inghilterra (padre della futura Regina Elisabetta) in un modo molto
accessibile al pubblico ma nello stesso tempo raffinato nella sostanza e
nella confezione, “Another Year”, uno sguardo nella vita di una coppia
di cinquantenni al tempo stesso crudele e estremamente affettuoso del
bravissimo Mike Leigh. Il cinema italiano è affidato a due registi che
sono ormai un punto fermo della nostra cinematografia: Sivio Soldini con
“Cosa voglio di più”, che ci porta un'altra storia di coppia e di
cambiamento immersa in un mondo di precarietà, e Paolo Sorrentino con
“This must be the place”, recentissima ultima opera del regista de “Il
caimano” e “Il divo”, ritratto di una rockstar in disarmo che si avvale
dell’interpretazione definita “cult” del formidabile Sean Penn.
Questi sono solo brevi cenni dei film che riteniamo più significativi di
questa stagione che, come avrete notato, si è ridotta, ovviamente per i
motivi già esposti, a 16 film.
Mai come quest’anno abbiamo quindi bisogno del sostegno di tutti i
nostri soci, vecchi e nuovi.
Non sarà una stagione facile, non sarà una stagione come le altre:
abbiamo la consapevolezza che, se le cose non andranno come auspichiamo,
se falliremo l’obiettivo di un pareggio economico, questa sarebbe
l’ultima stagione del cineforum. |