18 Gennaio 2018
 
 
.::Manchester by the Sea::.
 
 

Titolo originale: id
Regia e Sceneggiatura
: Kenneth Lonegan
Fotografia
: Jady Lee Lipes
Montaggio
: Jennifer Lame
Musica
: Lesley Barber
Scenografia
: Ruth De Jong
Costumi
: Melissa Toth
Interpreti
: Casey Affleck (Lee Chandler), Michelle Williams (Randy Chandler), Kyle Chandler (Joseph "Joe" Chandler), Lucas Hedges (Patrick Chandler)
Produzione
: Matt Damon, Kimberly Stewart, Lauren Beck ecc
Distribuzione
: Universal Pictures
Durata
: 137'
Origine
: USA, 2016

 

 Oscar 2017 quale miglior attore protagonista (Casey Affleck, fratello del più famoso Ben) e miglior sceneggiatura originale per "Manchester by the Sea" di Kenneth Lonegan. Sembra incredibile che un cinema ricco e vario come quello americano nasconda autori "maledetti" come Kenneth Lonegan, commediografo e sceneggiatore (anche per Scorsese) prima che regista, 54 anni e appena tre film al suo attivo. Uno solo dei quali, "Conta su di me" del 2000, con Mark Ruffalo e Laura Linney, uscito in Italia. La Manchester del titolo è un paesino sul mare del Massachusetts, luogo di villeggiatura dei bostoniani, poco a nord di Salem. Lee (Casey Affleck) è un idraulico scontroso, chiuso in sé stesso quando non cerca risse al bar. Da Boston, dove vive, torna nel paesino quando gli comunicano che suo fratello è morto. La sua vita diventa sempre più cupa e frantumata: attraverso flashback ricostruiamo poco a poco il suo mondo di relazioni familiari precedenti, la moglie e le figlie, e soprattutto scopriamo il suo segreto, che l'ha reso un torvo grumo di sensi di colpa. Lee scopre con sorpresa che il fratello l'ha nominato tutore del figlio Patrick, e tra i due comincia un rapporto laconico, doloroso ma anche di scoperta reciproca. Lo sforzo creativo dell'opera è legato all'interiorità del regista e sceneggiatore nonché figlio di psichiatri, egli tocca nelle sue opere temi quali la famiglia e il rapporto tra fratelli, la genitorialità, reale o acquisita, e le responsabilità ad essa connesse, il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, il dolore e il lutto come momenti di maturazione e di passaggio, il senso di colpa e l'automacerazione che ne deriva. Temi intimi, che parlano al cuore come intimo è "Manchester by the Sea", un film forte ma al contempo delicato, in cui tutto è sussurrato e le emozioni sono vissute nel profondo, non urlate né melodrammaticamente manifestate. Minimalista e introspettivo, il film procede per accumulo di dettagli e per flash di memoria che ci aiutano a comprendere la complicata storia della famiglia Chandler e il carattere di ciascun personaggio. Sullo sfondo il paesaggio flagellato dalla neve di un rigido inverno, chiara metafora di un 'cuore di ghiaccio' che lentamente si scioglie aprendosi infine al disgelo di una timida primavera. Si ride, si sorride, ci si commuove, con la naturalezza e i ritmi autentici con cui tutto normalmente accade nella vita vera. E' il segreto di un film di grande e trattenuta intensità emotiva, splendidamente scritto e diretto da Lonegan, e curato nei minimi dettagli: dai colori tenui e sfumati della fotografia, alle inquadrature quasi sempre immobili, alla scelta accurata delle musiche che spaziano da Hendel ad Albinoni, da Bob Dylan a Ray Charles. Ma nulla sarebbe com'è senza il contributo di un cast eccellente, e soprattutto di un sorprendente Casey Affleck, che esprime con trattenuta intensità l'insanabile ferita che Joe si porta dentro. Probabilmente non deve essere stato difficile per i giurati della statuetta più famosa del mondo del cinema attribuire il premio più ambito a questa interpretazione.