8 Marzo 2018
 
 
.::La Tenerezza::.
 
 

Regia: Gianni Amelio
Soggetto: Gianni Amelio, Alberto Taraglio, Chiara Valerio, dal romanzo 'la tentazione di essere felici' di Lorenzo Marone
Sceneggiatura: Gianni Amelio, Alberto Taraglio
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Simona Paggi
Musica: Franco Piersanti
Scenografia: Giancarlo Basili
Costumi: Maurizio millenotti
Interpreti: Renato Carpentieri (Lorenzo), Elio Germano (Fabio), Giovanna Mezzogiorno (Elena), Maria Nazionale (Rossana), Greta Scacchi (Aurora)
Produzione: Pepito produzioni, Rai cinema
Distribuzione: 01
Durata: 103'
Origine: Italia 2017.

 

 Il cinema di Gianni Amelio ha da sempre contribuito a impreziosire i nostri cartelloni fin dal lontano "Porte aperte" nella stagione 1990/91 passando per "Il ladro di bambini" 1992/93 e continuando con "Le chiavi di casa" 2004/05, "Il primo Uomo" 2012/13, "L'intrepido" 2013/14. Con questo suo ultimo "La Tenerezza" (undicesimo lungometraggio del regista calabrese) viene messo liberamente in scena il romanzo "La tentazione di essere felici" di Lorenzo Marone (ed. Longanesi) e benché si tratti di un film su commissione ne risulta, comunque, una delle sue opere più intime e personali. L'anziano vedovo ed ex avvocato Lorenzo, reduce da un infarto, riprende la sua vita di sempre, da solo a Napoli in una bella casa al Vomero. Dalla morte della moglie, i suoi due figli adulti, Elena e Saverio, si sono allontanati. Forse sono stati loro, forse è stato lui stesso ad allontanarli. Un giorno, tornando dall'ospedale, Lorenzo trova sulle scale davanti alla porta di casa Michela, una giovane donna allegra e vitale. E' rimasta chiusa fuori. Lorenzo le consente di attraversare il suo appartamento e raggiungere attraverso il cortile sul retro l'appartamento dove vive con suo marito Fabio, ingegnere del Nord Italia, e i figli Bianca e Davide. Questa famiglia poco per volta entra nella vita di Lorenzo contravvenendo alle sue abitudini scostanti. Ma un inaspettato, tragico evento in agguato, costringerà quest'uomo appartato e grigio a fare i conti con la sua famiglia, in un modo o nell'altro. Nella cornice di una Napoli decadente e vitale, il continuo deambulare dell'anziano misantropo rispecchia un caotico fluire interiore di memorie, rimpianti, emozioni che solo vicende inattese si ricompone in una possibile prospettiva di riappacificazione. Maestro nel costruire con gli attori un rapporto quasi simbiotico, Amelio confida molto nelle loro qualità espressive. Renato Carpentieri nei panni del protagonista Lorenzo, quasi un alter ego del regista, cesella il suo personaggio con incomparabile bravura alimentando la tensione sotterranea che percorre tutto il film. Svettano tra gli altri il solito Elio Germano degno di encomio, e una ritrovata sensibilissima Giovanna Mezzogiorno. Sullo sfondo una Napoli non convenzionale, esaltata nella sua parte più antica e pittoresca dai corposi pastelli e chiaroscuri della tavolozza del conclamato direttore della fotografia Luca Bigazzi, che solo nel finale rivela anche un volto moderno, che è già futuro. Senza proclami, ma con una sapienza rara, "La tenerezza" riesce a creare un mondo dove infine la cupa ostilità verso la vita che costringe inevitabilmente a invecchiare si stempera dopo aver imparato nuovamente a uscire dal proprio egoismo: "la felicità e un tornare, non andare, dice Amelio, la felictà si conquista riappropriandosi del passato, tornando sui propri passi". Ultima notazione per i personaggi femminili forti che per la prima volta l'autore ci presenta: La popolana Maria Nazionale ("Gomorra"), la borghese Giovanna Mezzogiorno, e Michela Ramazzotti (la signora Virzì nella vita), che inquadra con l'amore che i registi mettevano una volta per le loro dive.