19 Aprile 2018
 
 
.::Jackie::.
 
 

Titolo originale: Jackie
Regia: Pablo Larrain
Sceneggiatura: Noah Oppenheim
Interpreti: Natalie Portman (Jacqueline “Jackie” Kennedy, Peter Sarsgaard (Robert Kennedy), Greta Gerwig (Nancy Tuckerman), Billy Crudup (Theodore H. White), John Hurt (padre Richard McSorley)
Fotografia: Stéphane Fontaine
Montaggio: Sebastian Sepulveda
Musica: Mica Levi
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 99’
Origine: Stati Uniti, Cile, Francia
Uscita: 23/02/2017

 

Dopo il riuscito Neruda – presente nella scorsa rassegna del cineforum – torna Pablo Larrain, il più talentuoso dei registi cileni contemporanei. Seguendo la scia di altri cineasti latinoamericani - Inàrritu, Cuaron, Guillermo Del Toro – l’autore approda finalmente ad Hollywood proponendoci un'altra biografia fuori dagli standard.
Siamo nel novembre del 1963, nei giorni immediatamente successivi alla morte di JFK. La Stampa, nella persona di un giornalista politico di “Life”, si presenta alla porta di Jacqueline Lee Bouvier per chiedere una relazione particolareggiata sui fatti di Dallas. La fresca vedova del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, sigaretta dopo sigaretta, racconterà la sua versione dei fatti, cercando di ristabilire la verità storica.
Cominciamo col dire che il film si muove su due differenti piani temporali. Da un lato, abbiamo il presente, rappresentato dall’intervista a Jackie e dalle sue parole che pian piano si trasformano nel racconto di un evento cruciale della storia contemporanea. Dall’altro, assistiamo alla ricostruzione dell’immediato passato, in cui vengono ricostruiti i tragici attimi dell'omicidio ed altri momenti della vita da First Lady di un personaggio dalla debordante presenza mediatica.
Il ritratto che ci viene proposto è quello di una donna fragile ma al tempo stesso determinata, sempre attenta a sottolineare il proprio ruolo accanto al presidente, nonostante non potesse dirsi all’oscuro delle ambigue frequentazioni di Kennedy: sia per quanto riguarda le relazioni con altre donne, sia con oscuri esponenti della criminalità organizzata.
Anche se non si tratta di un film perfetto, va sicuramente menzionata la straordinaria performance di Natalie Portman: l’attrice di origine israeliana riesce a trasformarsi in Jackie, incarnando alla perfezione un'icona di stile ed eleganza divenuta una stabile protagonista dell'immaginario collettivo.
Ancora una volta – e non è una novità -. va sottolineata la perfezione stilistica di Pablo Larrain. Il regista riesce nell’intento di costruire un film essenziale ed implacabile, rifuggendo da una lettura troppo iconografica del “fenomeno Jackie”, e ricompattando all’interno della sceneggiatura i riferimenti alla vasta letteratura, ai reportage televisivi ed ai film che hanno trattato la vicenda.
Il messaggio trasmesso da questo biopic, alla prova dei fatti, risulta abbastanza chiaro. Jackie è stata un’icona della moderna società dello spettacolo, che è riuscita ad assemblare alla perfezione finzione e realtà, mito e leggenda, diventando l’unica ed indiscutibile artefice del mito di JFK.