12 Aprile 2018
 
 
.::Il padre d'Italia::.
 
 

Titolo originale: Il padre d’Italia
Regia: Fabio Mollo
Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto
Interpreti: Luca Marinelli (Paolo), Isabella Ragonese (Mia), Mario Squeglia (Mario), Anna Ferruzzo (Nunzia), Federica De Cola (assistente sociale).
Fotografia: Daria D’Antonio
Montaggio: Filippo Montemurro
Musica: Giorgio Giampà
Distribuzione: Good Films
Durata: 93’
Origine: Italia
Uscita: 09/03/2017

 

Questo film racconta la storia di due anime solitarie e profondamente ferite dalla vita: due esistenze precarie dal punto di vista sociale e sentimentale; due personaggi diversi e dai caratteri diametralmente opposti.
Fabio Mollo è uno dei registi più interessanti dell’ultima generazione. Dopo il promettente esordio di “Il sud è niente”, torna ad affrontare il tema della genitorialità – vista all’infuori di un contesto tradizionale - grazie a due personaggi solitari, esaminati nei loro desideri e nelle loro delusioni.
Paolo, interpretato dall’ottimo Luca Marinelli, fa il commesso in un megastore di arredamento preconfezionato. È stato scaricato dal compagno Mario, che l’ha lasciato per un altro uomo. Una sera, mentre va a alla ricerca di Mario in un locale gay, incontra Mia – a cui dà il volto la brava Isabella Ragonese - una giovane donna incinta che sembra non sapere cosa fare della propria vita e della bambina che porta in grembo. Da quel momento in avanti, Paolo si farà carico di Mia e cercherà di riportarla a casa, attraverso un viaggio nell'Italia di oggi che cambierà profondamente le loro esistenze.
Paolo e Mia sono due personaggi antitetici: un uomo che teme la vita ed una donna che invece la sta divorando a morsi. Nonostante le differenza di indole e carattere, le vite dei due protagonisti si amalgamano alla perfezione. Il ragazzo gay, problematico e solitario, e la ragazza sbandata, in avanzato stato di gravidanza, metteranno a confronto le loro sconfitte e le loro insicurezze per risalire la china. Paolo ha l’arduo compito di smaltire il dolore per una storia d’amore finita male; Mia è preda della sua stessa esuberanza e non sa come adattarsi alla responsabilità che porta in grembo.
Sebbene si tratti a tutti gli effetti di un road movie, ci troviamo nell’ambito del cinema minimalista. I due protagonisti percorrono un pezzo importante della loro vita, fianco a fianco, senza spazi per nient'altro che loro stessi. Durante il viaggio da Torino a Reggio Calabria interagiscono con quella che è l’Italia dei nostri giorni: una nazione in cui la crisi e l precariato regnano sovrani e che è la madre sciagurata di una generazione ormai rapinata del proprio futuro.
“Il padre d'Italia” potrebbe essere visto come un'insolita storia d'amore tra un omosessuale incapace di vivere i propri sogni di paternità e una trentenne incinta che da quella maternità vorrebbe fuggire. Al tempo stesso, però, rappresenta un delicato racconto sul desiderio e sull'incapacità di accettare se stessi, per poi accogliere alla fine la direzione che ci viene imposta dal destino. E la morale che ne scaturisce, alla fine, è abbastanza evidente: i figli sono il vero miracolo della vita… ma sono soprattutto di chi li ama, li educa e li protegge. Di chi li vuole veramente.