15 Marzo 2018
 
 
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Titolo originale: id
Regia e Sceneggiatura: Kleber Mendonša Filho
Fotografia: Pedro Sotero, Fabrisia Tadeu
Montaggio: Eduardo Serrano
Scenografia: Juliano Dornelles, Thales Junqueira
Costumi: Rita Azevedo
Interpreti: Sonia Braga (Clara), Maeve Jinkings (Ana Paula), Irandhir Santos (Roberval), Humberto Carrao (Diego)
Produzione: Walter Salles, Said Ben Said, Emilie Lesclaux ecc
Distribuzione: Teodora
Durata: 142'
Origine: Brasile/Francia, 2016.

 


Qualcuno ricorderÓ Sonia Braga, affascinante attrice brasiliana che nel 1976 piomb˛ anche da noi con la sua bellezza esotica grazie al successo "Donna Flor e i suoi due mariti" diretto da Bruno Barreto dal romanzo di Jorghe Amado. La splendida interprete in quegli anni anche di "Gabriela" e "Il bacio della donna ragno" torna sugli schermi con il recente "Aquarius", presentato a Cannes 2017, diretta con rigore e intensitÓ dal suo connazionale kleber Mendonša Filho. Clara (naturalmente la Braga), Ŕ un critico musicale e vive in un palazzo degli anni Quaranta chiamato "Aquarius", che si affaccia sullo splendido lungomare di Recife. Una compagnia immobiliare ha giÓ acquistato tutti gli appartamenti dell'edificio per farne un grattacielo di lusso, ma Clara Ŕ decisa a non cedere la casa a cui Ŕ legata dai ricordi di una vita. Dopo i primi approcci amichevoli, gli speculatori ingaggiano una vera e propria guerra fredda con la donna, in un crescendo di violenza psicologica: abituata da sempre a combattere, Clara non ha per˛ intenzione di arrendersi, neanche davanti all'ultima, sconvolgente minaccia. L'ambizione del film Ŕ chiara: raccontare nel corso di 35 anni di storia brasiliana (agli inizi dell'opera siamo nel 1980 in piena dittatura militare), lo scontro tra un Paese che non vuole rinunciare alle proprie radici e alle proprie tradizioni (Clara colleziona vecchi vinili) ed un altro che si e fatto adescare dalla logica del guadagno facile ed Ŕ disposto a passare sopra le persone e la loro dignitÓ. Klaber Mendonša Filho inventa la figura di questa critica musicale sessantacinquenne che ha perso un seno nella sua sfida, vinta, contro il cancro ma che non vuol cedere nulla allo squallore delle nuove logiche managerial-finanziarie. Il tutto schivando ideologie e moralismi per concentrarsi sui piaceri, dall'eros alla musica e sullo scontro di mentalitÓ che si riflette nella lotta contro quegli squali dal sorriso pronto, specie i giovani, ma capaci di organizzare orge nell'appartamento sopra il suo, o di infestarlo di termiti per sloggiarla. "Aquarius" Ŕ un film di atmosfere sottili, di inquietudini quasi polanskiane in uno spazio chiuso, ma anche di tenerezza, minimalismo, di pedinamento affettuoso e partecipe ai piccoli gesti della quotidianitÓ di Clara, dal ballo all'accudire teneramente i suoi lunghi capelli. Lei appartiene a una generazione che forse aveva sperato di cambiare se non il mondo di tutti almeno quello della sua nazione. E la messa in scena, rigorosa, insinuante, avvolgente del regista la colloca a Recife e in un Brasile che, pur danzando e cantando, Ŕ assai distante da qualsiasi tentazione di descrizione folcloristica, come la spiaggia deserta che diventa il doppio dell'enorme casamento depredato di anima. Paziente e impaziente Clara non si sente mai travolta dalle derive contemporanee: Ŕ fiera di essere e restare fuori moda se comportarsi come vorrebbe la tendenza prevalente significa accettare la corruzione e soprattutto venire a patti con se stessa. Due elementi qualificano questa pellicola: Sonia Braga, il volto della cultura cinematografica brasiliana e la luce equatoriale della baia. Aggiungiamo la posizione morale della cinepresa, alla giusta distanza tra il 'delitto' di libertÓ, la nostalgia, l'arroganza del potere.